Reiki-Olismo

 

Reiki

 

Reiki deriva dalla pronuncia di due ideogrammi giapponesi: Rei significa Energia Universale e KI l’energia vitale individuale.

Il termine fu coniato dal Dr. Mikao Usui intorno ai primi del ‘900, per indicare un’antica arte di cura naturale, da lui riscoperta, basata sulla pratica di tecniche di riequilibrio energetico e sulla disciplina interiore. Seguendo gli insegnamenti tramandati da Usui – che si apprendono partecipando a seminari tenuti da Master Reiki qualificati - ogni persona, animata dal sincero desiderio di essere un canale ricettivo, può collegarsi alla sorgente Universale e trasmettere energia vitale a sé stessa o a chiunque desideri ricevere un trattamento riequilibrante.

 

Il campo di applicazione di Reiki riguarda non solo il corpo fisico, ma agisce sul piano mentale, emozionale e spirituale dell’individuo: per questo è considerata, a tutti gli effetti, una disciplina olistica, per il benessere globale della persona.

Essendo un metodo non invasivo ed estremamente dolce, che sollecita e rafforza il naturale processo di auto-regolazione del sistema psico-fisico, è adatto a tutti, senza eccezione di età o di condizione fisica.

 

Discipline olistiche

 

Il termine “OLISTICO” (dal greco “HOLON”, cioè “TUTTO”) di per sé non ha un significato specifico ma lo si usa per identificare un insieme di discipline che operano allo scopo di sostenere, mantenere e migliorare lo stato di salute della persona attraverso specifiche metodiche volte a stimolare e rinforzare le naturali risorse della persona.

 

Nella Medicina tradizionale l'individuo viene trattato come la somma di parti fisiche o psichiche più o meno malate, mentre nell'approccio Olistico ogni individuo è considerato diverso dall'altro e viene osservato e trattato nella propria interezza.

 

La malattia, quindi, è vista come uno squilibrio tra fattori sociali, personali ed economici, da un lato, e cause biologiche, dall'altro e, in questo modo si cerca di mettere in armonia le dimensioni emotive, sociali, fisiche e spirituali della persona al fine di stimolarne il processo di guarigione.

 

Per riassumere possiamo dire che:

- Viene ascoltata la persona, non la malattia

- Viene "ricercata e curata" la causa, non il sintomo

- Viene osservata la persona nell'ambiente che ha intorno

- Viene stimolata l'autoguarigione attraverso il "Riequilibrio"

 

Alla luce di tutto questo possiamo definire l'Operatore Olistico semplicemente come un “facilitatore” della consapevolezza globale di sé.

Copyright © All Rights Reserved